Meerwunder und Seltzame Thier/Wie Die In Den Mitnacßtigen Landern Gefunden Werden

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Riferimento: S49624
Autore Sebastian Münster
Anno: 1550 ca.
Zona: Mostri Marini
Luogo di Stampa: Basilea
Misure: 365 x 315 mm
Non Disponibile

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Riferimento: S49624
Autore Sebastian Münster
Anno: 1550 ca.
Zona: Mostri Marini
Luogo di Stampa: Basilea
Misure: 365 x 315 mm
Non Disponibile

Descrizione

La più famosa carta dei mostri marini del XVI secolo

Si tratta di una fantasiosa tavola che rappresenta mostri, sia acquatici che terrestri. Prodotta da Sebastian Munster sulla base della Carta Marina di Olaus Magnus del 1539, l’opera riflette le credenze medioevali e il timore che il mare incuteva nei naviganti del Rinascimento.

La relazione tra mappe e mostri marini risale al periodo classico e riflette la preoccupazione e l'interesse dell'umanità per il mare e per ciò che contiene. Anche le mappe medievali, principalmente i mappa mundi e le carte portolane, contenevano mostri nelle loro acque. Con il passaggio dalle mappe manoscritte all'incisione su legno e su rame, cambiarono anche le motivazioni per l'inclusione dei mostri nelle mappe: i cartografi includevano i mostri come modo per attirare i clienti. Come spiega Chet van Duzer, i mostri passarono da caratteristiche prestabilite a elementi previsti di una mappa. Nel corso del XVI secolo, i mostri cominciarono a essere rappresentati in modo tridimensionale, grazie alle ombreggiature, con un movimento e un dinamismo impliciti. Anche per le immagini zoologiche i cartografi si rifecero alle fonti classiche, piuttosto che agli antecedenti medievali.

L'opera più influente che contiene mostri marini, sia per Münster in particolare che per la cartografia in generale, è la Carta marina et descriptio septemtrionalium terrarium ac mirabilium di Olaus Magnus (Venezia, 1539). Ad esempio, influenzò direttamente il lavoro di Gerard Mercator, come si vede nel suo mappamondo del 1541. Anche Münster fu influenzato dalle immagini di Magnus e dalle sue descrizioni dei mostri, descritti nella Historia de gentibus septentrionalibus (1552). Sia Magnus che Münster, a loro volta, influenzarono Abraham Ortelius, come si vede nella sua famosa mappa dell'Islanda inclusa per la prima volta nell'edizione del 1590 del suo Theatrum Orbis Terrarum.

Tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, stampata a Basilea.


La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie.

Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto.

Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel).

Silografia, finemente colorata a mano, restauri eseguiti nell’angolo inferiore destro e ad alcuni strappi (visibili dalla foto del verso), per il resto in buono stato di conservazione.

Bibliografia

Chet van Duzer, Sea Monsters on Medieval and Renaissance Maps; Reynir Gretarsson, Maps of Iceland: Antique Maps of Iceland 1482-1850.

Sebastian Münster (1488 - 1552)

Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, era uomo rinascimentale colto in discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia e astronomia. Nel 1532 fu l'autore, nella corposa opera storico-geografica Novus Orbis Regionum ac insularum veteribus incognitarum, di una lunga introduzione e soprattutto l'ideatore del magnifico mappamondo che impreziosisce il volume e che fu superbamente arricchito di decori anche paurosi da Hans Holbein il giovane. Certamente la geografia lo interessò sempre più in quanto vi si dedicò con passione, dimostrando di possederla come la filologia. Curò le edizioni di due classici latini: la Memorabilia di Solino e di Pomponio Mela il De Situ Orbis. Furono i prodromi, le esercitazioni prima di giungere nel 1540 alla traduzione Geographia universalis, vetus et nova, complectens. Claudii Ptolemaei Alexandrini Ennarationis libros VIII, edita a Basilea da Heinrich Petri nel 1540 e la Cosmographiae Universalis del 1544, la prima descrizione tedesca del mondo intero e l’opera principale, con nella rinascita degli studi geografici del XVI secolo in Europa.

Sebastian Münster (1488 - 1552)

Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, era uomo rinascimentale colto in discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia e astronomia. Nel 1532 fu l'autore, nella corposa opera storico-geografica Novus Orbis Regionum ac insularum veteribus incognitarum, di una lunga introduzione e soprattutto l'ideatore del magnifico mappamondo che impreziosisce il volume e che fu superbamente arricchito di decori anche paurosi da Hans Holbein il giovane. Certamente la geografia lo interessò sempre più in quanto vi si dedicò con passione, dimostrando di possederla come la filologia. Curò le edizioni di due classici latini: la Memorabilia di Solino e di Pomponio Mela il De Situ Orbis. Furono i prodromi, le esercitazioni prima di giungere nel 1540 alla traduzione Geographia universalis, vetus et nova, complectens. Claudii Ptolemaei Alexandrini Ennarationis libros VIII, edita a Basilea da Heinrich Petri nel 1540 e la Cosmographiae Universalis del 1544, la prima descrizione tedesca del mondo intero e l’opera principale, con nella rinascita degli studi geografici del XVI secolo in Europa.